
🖋️ Chi era Alfonso Gatto?
Alfonso Gatto è stato un importante poeta italiano del Novecento, nato a Salerno nel 1909 e morto nel 1976 in un incidente stradale vicino a Grosseto.
Un’infanzia difficile, un amore per le parole
La sua infanzia e adolescenza non furono facili. Frequentò il liceo classico Torquato Tasso di Salerno, dove si appassionò alla poesia e alla letteratura. Aveva talento per l’italiano, ma non amava molto la matematica.
Nel 1926 si iscrisse all’università a Napoli, ma dovette lasciarla dopo poco per difficoltà economiche. In quegli anni si sposò con Agnese Jole Turco, figlia del suo professore di matematica, e con lei fuggì a Milano, dove ebbero due figlie, Marina e Paola.
Una vita piena di mestieri e di poesia
Gatto fece molti lavori diversi: fu commesso di libreria, insegnante, giornalista, correttore di bozze, ma non smise mai di scrivere. A Milano, frequentò tanti intellettuali e artisti, tra cui Cesare Zavattini e Leonardo Sinisgalli.

Nel 1938 fondò con Vasco Pratolini la rivista Campo di Marte, un giornale che voleva aiutare i lettori a capire l’arte e la letteratura.
Era vicino al movimento dell’ermetismo, che usava un linguaggio poetico molto simbolico e profondo.
Nel 1941 fu nominato professore di Letteratura italiana al Liceo Artistico di Bologna, e pubblicò poesie e recensioni su diverse riviste.
Un poeta impegnato

Durante gli anni della guerra, Gatto si oppose apertamente al fascismo. Nel 1943 fu arrestato e messo in carcere a Roma per le sue idee politiche.
Dopo la liberazione, si iscrisse al Partito Comunista Italiano e collaborò con riviste come Rinascita e con il giornale L’Unità. Divenne anche inviato speciale. Più tardi, però, lasciò il partito e continuò a scrivere da una posizione libera e indipendente.
Alfonso Gatto è stato insignito di prestigiosi premi letterari, tra cui il Premio Campiello, Savini (1939), St. Vincent (1950), Marzotto (1954) e Bugatta (1955).
Gli ultimi giorni
L’8 marzo 1976 era in viaggio sulla via Aurelia verso Roma, quando l’auto su cui viaggiava uscì di strada. Morì a Orbetello lo stesso giorno, alle 16:10. È sepolto nel cimitero monumentale di Salerno.
Sulla sua tomba è inciso un messaggio dell’amico-poeta Eugenio Montale:
«Ad Alfonso Gatto
per cui vita e poesie
furono un’unica testimonianza d’amore»

FONTI
